Trattamenti ortodontici bambini 3 – 6 anni

Tra i 3 e 6 anni è fondamentale intercettare la presenza di:

  1. anomalie di crescita craniche (scheletriche e di conseguenza dentali):le anomalie di crescita scheletriche sono geneticamente predeterminate e influenzate fortemente da fattori che intercorrono durante la gravidanza o il parto. E’ importante identificarle per poi stabilire in base alla tipologia e all’entità il timing corretto di intervento. Generalmente in età precoce vengono affrontati con la terapia ortodontica i problemi di asimmetria strutturale delle ossa craniche e dei mascellari.
  2. respiratorie o linguali: la corretta respirazione è nasale. Se il bambino respira con la bocca, russa di notte e stà spesso con la bocca aperta potrebbe essere dovuto a condizioni di ipertrofia adenoidea e tonsillare che vanno valutate attentamente dall’otorinolaringoiatra. La respirazione orale induce di conseguenza una crescita scheletrica non corretta del viso con palato stretto e viso lungo per postdatazione mandibolare
  3. eliminare eventuali parafunzioni (succhiamento del dito/ciuccio, etc..).

In questi casi potrebbe essere necessaria l’applicazione di un apparecchio ortodontico.

  • SUCCHIAMENTO
    succhiamento

    Perchè interrompere il succhiamento? Come fare con l’aiuto dell’ortodontista?

    Il succhiamento è considerato fisiologico entro i primi tre anni di vita.

    Se prolungato oltre determina delle alterazioni strutturali dentoscheletriche (palato stretto, morso aperto) e funzionali (postura linguale non corretta, spinta linguale anteriore, ipotono labiale) che difficilmente regrediscono spontaneamente.

    E’ quindi indicata l’interruzione di tali abitudini entro i tre anni di vita.

    Cosa fare in caso di succhiamento del dito o del ciuccio oltre i tre anni?

    • Ciuccio: per convincere il piccolo ad abbandonare questa abitudine in modo tale che questo evento non lasci brutti ricordi,dopo aver impacchettato il ciuccio con il bimbo, far arrivare di notte una magica fatina che, portando via il ciuccio, lascerà un bel regalo vicino al letto . Un bigliettino lasciato assieme al regalo dalla fatina spiegherà al bimbo che il ciuccio è stato portato dalla fata ad un bimbo più piccolo che ne ha più bisogno.
    • Dito: se l’abitudine al succhiamento del dito non si interrompe entro i 4 anni si può procedere con la procedura del morphing succhiamento  associata ad eventuali dispositivi di dissuasione (guanti, smalti per unghie specifici etc..). Il morfing mostra al bambino quanto potrebbe “imbruttirsi” per colpa di questa abitudine viziata, che causa ipotono delle labbra e denti in avanti. Se prolungato i 4, 5 anni  viene prevista l’applicazione di un apparecchio fisso che inibisce il succhiamento correggendo contemporaneamente il problema dento-scheletrico che tale parafunzione ha indotto.
  • DIGRIGNAMENTO

    Cosa si intende per digrignamento?

    Con il termine digrignamento si intende l’attività di strofinare i denti tra loro. Il digrignamento fa parte delle parafunzioni, cioè delle anomalie delle normali funzioni orali. Infatti la presenza di digrignamento non è normale in quanto a riposo le arcate si dovrebbero trovare separate e non a contatto.

    Nei bambini molto piccoli con soli denti da latte e in quelli in età pediatrica con dentatura mista il digrignamento è molto frequente. Ciò è dovuto a vari fattori:

    • instabilità nella chiusura che presentano i bambini proprio a causa della permuta dei denti e maturazione neurologica non completa
    • tensioni emotive
    • parassiti intestinali (ossiuri)

    La maggior parte dei bambini smettono spontaneamente di digrignare: se tale parafunzione si prolunga nel tempo sarà indicato l’utilizzo di un BITE DI PROTEZIONE da usare la notte per evitare fenomeni di usura dei denti permanenti.

  • LOGOPEDIA
    logopedia e ortodonzia

    Correlazioni tra Logopedia e Ortodonzia

    La logopedia è quella disciplina che si occupa dell’insegnamento  di tutte le funzioni orali che comprendono l’uso di lingua e labbra (deglutizione e fonazione).

    La lingua e le labbra sono dei muscoli e in quanto tali esercitano delle forze a livello delle strutture dento scheletriche:  se però non agiscono correttamente possono modificare in modo negativo la chiusura della bocca.

    Logopedia e ortodonzia possono concorrere al risultato finale: la logopedia può completare il trattamento ortodontico e permettere di mantenere i risultati ottenuti per mezzo della rieducazione a delle funzioni più corrette.

    Generalmente la logopedia affronta i problemi di linguaggio in età infantile e i problemi di deglutizione dopo gli 8 anni circa quando il bambino presenta anche una maturità tale da seguire con collaborazione un percorso di rieducazione miofunzionale.

    Nel caso di malocclusione dentoscheltrica il percorso logopedico ha significato solo al termine della correzione ortopedica quando si sono instaurate delle condizioni tali da consentire un adeguata funzione labiolinguale.

     

  • OSTEOPATIA

    Per osteopatia si intende il trattamento di anomalie muscolo-scheletriche per mezzo della manipolazione di diverse parti del corpo.

    Osteopatia e ortodonzia possono concorrere al risultato finale. L’ortodontista può interagire con l’osteopata nella diagnosi e nel trattamento di eventuali modifiche della regolare crescita delle ossa craniche. Queste anomalie possono risalire anche al momento del parto. Altre anomalie possono essere determinate da scorrette funzioni (respirazione, deglutizione o fonazione). 

    La terapia ortodontica consiste nell’eliminare la causa funzionale di tale squilibrio e nella risoluzione delle anomalie sia a livello muscolo-scheletrico che a livello dell’articolazione temporo-mandibolare. L’osteopata collabora che l’ortodontista nella riduzione delle tensioni muscolari e articolari per mezzo della manipolazione in particolare di testa e collo.